babbostory, Vita da papà 2.0

Babbomoderno: essere papà nel 21° secolo

C’era una volta il papà: baffi neri, sguardo risoluto, lo vedevi solo di sera quando tornava stanco dal lavoro anticipato da un odore di fumo ed acqua velva. Un uomo altissimo, un mito inarrivabile con il quale scambiavi poche parole e sostenevi difficilmente lo sguardo, una persona a cui buttare le braccia al collo la domenica mattina quando davamo improbabili feste nel lettone. Lui sempre così austero nei suoi gilet di lana dal quale spuntavano improbabili cravatte, lui che ad ogni marachella aveva l’ingrato compito di “darti il resto” , lui che pensava a portare i soldi a casa e il mercoledì di coppa era il padrone assoluto della tv, lui che quando torno a casa ti voglio trovare lavato e col pigiama, lui che da solo non sapeva preparare neanche un uovo al tegamino.

Sembra passato un secolo da allora, oggi è cambiato tutto, non esistono più i ruoli, le divisioni dei compiti genitoriali, oggi le mamme portano i pantaloni e una buona quantità di soldi a casa e i papà sono diventati un pò più “mammi”.

I “millenials Dad” sembrano aver tolto la maschera di durezza dietro la quale si sono nascosti per anni, amano la cucina, fanno le faccende domestiche, si commuovono guardando Gray’s anatomy.

Succede così che le sale d’attesa degli studi ginecologici si popolano di giovani Hipster con gli occhi lucidi che ingannano l’attesa pensando al prossimo tatuaggio con il nome del figlio in arrivo, partecipano a tutte le ecografie, si intendono di creme e pannolini, assistono al parto nonostante la paura del sangue. I papà 2.0 vanno in ufficio con la cravatta sporca di rigurgito ed aspettano la mamma preparando la pappa al proprio cucciolo.

Si potrebbe avere un pò di nostalgia dei papa del secolo scorso, qualcuno potrebbe considerare poco virile il babbo post-moderno ma anche io sarò così e ne sono fiero, per mia figlia sarò anche un pò mamma: cambierò pannolini, mi alzerò di notte per cullarla e quando sarà il momento sarò li in sala parto a godermi il suo primo respiro e a darle il benvenuto…..oppure mi troverà sdraiato su pavimento della sala parto e la prima cosa che imparerà sarà quanto i papà in fondo siano più deboli delle mamme.

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Babbo chi?


Ciao sono Emil Ceron ho 35 anni, sono appena diventato papà e……….. me la faccio sotto! Da quando Betta, la mia dolce caramella dal ripieno frizzante, mi ha annunciato candidamente che sarei passato dall’altra sponda: quella dei genitori, ho sentito la necessità di creare questo spazio condiviso in cui incontrarci fra papà del nuovo millennio, un porto sicuro in cui confrontarci, sfogare frustrazioni da sbalzi ormonali, parlare male della suocera, mettere a confronto le nostre esperienze per imparare insieme il mestiere del papà

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