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Buondì Motta: il meteorite colpisce anche i papà

Lunedì 28 agosto, su Facebook appare uno spot della Motta, dedicato al Buondì. Un giorno come un altro. Il giorno seguente è stato anche pubblicato il backstage che rendeva lo spot anche più simpatico, con molti retroscena di questa pubblicità alquanto particolare. Qualche giorno dopo, i primi di settembre precisamente, è stato alzato un grande polverone attorno alla pubblicità Motta, con centinaia di utenti che gridavano allo scandalo, associazioni di settore indignate, diversi servizi giornalistici sul web da parte delle più importanti testate e soprattutto, trend topic su Twitter con dell’hashtag #BuondìMotta, a conferma di quanto sia stato discusso l’argomento. Ovvero, se la pubblicità Motta fosse educativa o meno. Onore al Social Media Manager ed al suo staff, che ha saputo rispondere con arguzia ed educazione ai commenti che arrivavano sotto i video nella pagina ufficiale di Buondì Motta.

 

Successivamente, è arrivato il secondo video della saga: dopo la Mamma, schiacciata da un meteorite, è arrivato il turno del Papà che ha fatto la stessa fine. Domenica 10 settembre è poi arrivato il terzo episodio, con protagonista un postino. Stavolta, però, il malcapitato viene schiacciato da un Buondì gigante che piove del cielo.

 

La pubblicità, che a prima vista poteva sembrare un po’ cruenta, è diventata virale, ha generato condivisioni su condivisioni, ai commenti negativi ne sono piovuti moltissimi positivi e si è creato un alone di simpatia attorno allo spot che, di fatto, annienta lo stereotipo della famiglia felice che mangia merendine. Noi di Babbosettete, abbiamo voluto approfondire qualche aspetto riguardo gli aspetti presunti non-educativi che ruotano attorno a questa, molto simpatica, pubblicità che ha raggiunto moltissimi risultati, ben oltre le aspettative, ideata dalla geniale mente di Saatchi & Saatchi, agenzia non nuova a pubblicità estreme che generano grande ritorno di visibilità alle aziende.

 

Da un tweet, a conferma che Twitter è tutt’altro che morto, ed anzi genera connessioni come nessun’altro social in questo momento, è nata quest’intervista con Francesco Gabbrielli, attore romano, già visto in molti film, spot pubblicitari ed a teatro, che nella pubblicità ha interpretato il ruolo del padre della fastidiosa bambina terribilmente felice.

 

Vediamo cosa è uscito fuori da questa chiacchierata.

 

Francesco Gabbrielli, protagonista della seconda parte della pubblicità Buondì, quella che rende giustizia alla figura della Mamma. Non è sicuramente il primo spot che fai, ma è forse la prima volta che diventa così virale, vero? 
Direi che NO, una cosa così grossa non mi era mai capitata ma è anche dovuta al fatto che solo 10 anni fa non esistevano i social, e il putiferio si è scatenato quasi esclusivamente lì, perché purtroppo (o per fortuna) tutti hanno libertà di parola, di critica e di rompere le palle al prossimo e quindi si sono subito fiondati a dire la loro. Comunque sì, devo dire che questo è lo spot che mi ha dato più visibilità, anche se col Bronchenolo (andato in onda per 5 anni) gliene ho date secche pure lì, ma in quello la polemica era assente quindi i simpatici fraticelli sono rimasti dove dovevano stare, in TV.

 

Cosa hai pensato venerdì e sabato, mentre tutti, giornali, radio, tv, e soprattutto web, parlavano dello spot Buondì?
Che la Motta aveva azzeccato la campagna pubblicitaria, e che il nostro Paese culturalmente parlando sia molto vicino “alla frutta” diciamo. Ma possiamo fare ancora di peggio, sono sicuro.
Qualcuno ti ha riconosciuto e fermato per strada, parlandoti della pubblicità? 
Il mio spot è uscito domenica. Sono rimasto rintanato in casa fino a stamattina (il 5) e sono uscito per andare a fare un fotoromanzo (si, esistono ancora) quindi non ho appurato. Sono uno che esce di casa solo se deve uscire. Credo che sia ancora presto per vedere gli effetti sulla popolarità. Non sono ipocrita: se mi fermano mi fa piacere, anche se mi piacerebbe ogni tanto essere fermato per qualcosa che ho fatto in teatro, o che ho scritto… ma succede molto di rado.

 

Secondo te, c’è davvero del negativo come molti dicono, in queste pubblicità? Mamme e Papà, potrebbero risentirsi per il cinismo di questo spot? 
Mah… un bambino molto piccolo non dovrebbe vedere la TV. Se il bimbo ha 4/5 anni dovrebbe capire che è finzione, e un genitore dovrebbe saperglielo spiegare. Posso capire che qualche bambino potrebbe rimanere “stranito” vedendo una mamma scomparire, ma non si vedono budella e ossa rotte, la mamma scompare e poi il giorno dopo è sempre in TV, quindi spiegare l’arcano mi pare abbastanza facile. Se poi facciamo dei paragoni con i tanti cartoni animati, film e spazzatura pomeridiana che viene passata in TV, questa mi sembra veramente una sciocchezza.

 

Cosa hai pensato la prima volta che hai saputo il tuo ruolo e quale fosse il significato dello spot? 
Se devo dire la verità, durante le riprese non ho capito molto di come si sarebbe svolto lo spot. Cioè ho capito che era una cosa “simpatica” ma non mi immaginavo questa realizzazione anche perché hanno fatto tutto in computer grafica e quindi vedevamo molto poco. Anzi sentendo quello che facevano dire alla bimba, avevo pure un po’ storto il naso per la frase che poi invece in video si è rivelata azzeccatissima.
Hai mai temuto che l’opinione pubblica avrebbe reagito in questo modo allo spot?
L’unico mio timore è stato dopo l’uscita dello spot con la mamma. Non sapendo di preciso come sarebbe finita, ho temuto per un attimo che lo togliessero e che non mandassero il mio. Per noi attori, se una cosa non esce è come non averla fatta. Per uno spot alla fine non è un grave danno, però anche la visibilità conta e non è solo una moneta di scambio per farci fare i cortometraggi low-budget.

 

E nella vita privata, Francesco Gabbrielli è un padre? Cosa pensa della pubblicità in ottica di genitore o futuro tale?
Se fossi un genitore, cercherei di non lasciare mai il mio bambino davanti la tv da solo. E cercherei di non accenderla proprio fino a che si può, ma so già che non sarà possibile visti i telefoni, gli i-pad e chi lo sa cosa ci sarà tra 10 anni. Bisognerebbe fare in modo che sui dispositivi televisivi arrivasse roba per la quale i bambini siano già stati “vaccinati” dai genitori, ma so che non è semplice, lo so per certo, possa un asteroide un po’ più infuocato di quello colpirmi se f…. BOOM!

 

Una chiusura pirotecnica per Francesco Gabbrielli, ma non poteva essere altrimenti. Da parte dei Babbosettete, in ogni caso, arrivano solo complimenti alla Motta per questa pubblicità che ha sicuramente fatto parlare di nuovo di un prodotto, il Buondì, mai fuori moda, che non ha mai lasciato le tavole degli italiani, ma che mai come oggi è tornato sulla cresta dell’onda!

E voi, Papà e Mamme, che ne pensate di questo spot?

 

“Luca Rallo”

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Ciao sono Emil Ceron ho 35 anni, sono appena diventato papà e……….. me la faccio sotto! Da quando Betta, la mia dolce caramella dal ripieno frizzante, mi ha annunciato candidamente che sarei passato dall’altra sponda: quella dei genitori, ho sentito la necessità di creare questo spazio condiviso in cui incontrarci fra papà del nuovo millennio, un porto sicuro in cui confrontarci, sfogare frustrazioni da sbalzi ormonali, parlare male della suocera, mettere a confronto le nostre esperienze per imparare insieme il mestiere del papà

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