Vita da papà 2.0
luca rallo papà

L’infinita giornata di un Babbosettete: Luca Rallo

Dura la vita di un Babbosettete, ma piena di soddisfazioni.

Ci dividiamo fra impegni di lavoro e pannolini da cambiare, fra conference call e giro giro tondo, fra strette di mano ed abbracci interminabili.

Un Babbosettete sa che ogni mattina deve svegliarsi ed iniziare a correre perchè ha scelto di crescere suo figlio non solo pensando al suo sostentamento economico ma con una presenza costante in ogni fase della sua vita, perchè dal giorno che è diventato papà si è innamorato follemente e desidera esserci il più possibile ed in ogni momento.

Alla vigilia della festa del papà vi presentiamo un vero Babbosettete: Luca Rallo, che ha voluto raccontarci la sua giornata tipo: un continuo slalom di impegni che richiede grandi dosi di energia e pazienza ma dalla quale ottiene in cambio felicità ed un amore puro ed incondizionato.

“Sono un papà, felice di esserlo: vi racconto la mia giornata tipo”

Mi presento, sono Luca, dirigente sportivo, giornalista e blogger, docente di un Master, appassionato di tecnologia e web marketing, papà. Mi hanno sempre detto che faccio mille cose, e di solito mi chiedono: ma come fai? Ecco il mio segreto, mi diverto mentre le faccio. Ho sempre messo grande passione nelle mie attività, dal basket al giornalismo, dall’organizzazione di eventi all’influencer marketing. La mia vita è cambiata molte volte, ma il momento che ha davvero segnato una svolta è stata la nascita di mia figlia Antinea. Appena pronuncio il suo nome, la domanda è scontata e la risposta è questa: era la Regina di Atlantide.

Oggi, nel giorno della mia seconda festa del papà, grazie al blog Babbosettete, che ringrazio per l’ospitalità, vi racconto la mia giornata tipo, nella quale cerco sempre di coniugare gli impegni lavorativi con il mio ruolo di padre di famiglia. Qualsiasi cosa faccio, ringrazio sempre i miei genitori che mi hanno insegnato tantissimo. Nessuno ti prepara ad essere un buon genitore, lo diventi giorno dopo giorno mettendo in pratica ciò che ti è stato trasmesso da figlio.

Mi sveglio alle 7:46. Non mi piace mettere la sveglia ad orari precisi. Mi lavo e mi vesto subito per andare al lavoro. Fillide, la mia compagna, si sveglia di solito con me e mi prepara la colazione: spremuta d’arancia e biscotti. Antinea si sveglia poco dopo le 8:00 e le sue prime parole di solito sono: “Mamma, papà?”. Adoro il fatto che mi cerca quando ha appena aperto gli occhi, mi piace essere il suo primo pensiero. Intanto che Fillide finisce di fare colazione, io e Antinea guardiamo l’Albero Azzurro e Topo Tip mentre beve il latte. Poi la cambio, la vesto e l’accompagno al nido. Cerco di non prendere impegni al lavoro nella prima mattina perché andare insieme al nido è fantastico, mi sento di condividere con lei qualcosa di importante. E poi in macchina parliamo e cantiamo, è un momento tutto nostro.

Appena ho lasciato Antinea al nido, vado al lavoro. Mi piace essere presente a tutte le sedute di allenamento della squadra. Il mio ruolo è il Direttore Sportivo del Latina Basket, lavoro di concerto con il General Manager e il Team Manager, cercando di organizzare tutte le attività della squadra, anticipare e risolvere i problemi, programmare le attività settimanali e le trasferte. Partecipiamo al campionato di serie A2, nel girone ovest, quindi particolarmente intenso a livello di impegni e partite fuori casa: andiamo dalla Sicilia al Piemonte, passando per Campania, Toscana e Lombardia. La mia passione per il basket è iniziata 23 anni fa, giocando a minibasket perché il dottore me lo aveva consigliato. Dopo il primo anno, non ho mai più smesso. Questo amore l’ho già trasmesso ad Antinea che gira per casa con le Jordan ai piedi (grazie a Nicoletta per questo splendido regalo) ed ha più palloni da basket che bambole.

Cerco sempre di tornare a casa per pranzo, ripassando alle 13:00 dal nido per riprendere la mia bimba e passare con lei ancora un po’ di tempo. Divertendosi molto all’asilo, Antinea di solito si addormenta presto. Dopo pranzo la metto a dormire, anche se prima giochiamo un po’ nel lettone, ci divertiamo tanto insieme e poi mi faccio raccontare cosa ha fatto a scuola la mattina. Quando si addormenta, mi dedico un po’ ai miei passatempi: la comunicazione e il web marketing. Scrivo articoli, condivido moltissime informazioni su Twitter, la mia passione, e ovviamente non può mancare uno sguardo a LinkedIn, fonte inesauribile di occasioni e nuove opportunità; ogni tanto pubblico qualcosa su Facebook e Instagram, ma non li amo molto. La maggior parte delle attività le posso svolgere direttamente dallo smartphone, gestendo i rapporti con tantissimi colleghi appassionati del mondo digital come me. Seguo con interesse l’influencer marketing, che riesco a curare quando non lavoro o comunque programmando le pubblicazioni.

Torno al lavoro nel pomeriggio, quando Antinea dorme, e di solito mi rivede a cena. Gli allenamenti del pomeriggio durano di solito 2 ore, al termine delle quali facciamo il punto della situazione con lo staff tecnico, e ci diamo l’appuntamento per il giorno seguente. L’unica mattina libera per la squadra è il giovedì, nel quale organizziamo eventi promozionali nelle scuole di Latina e provincia, portando gli atleti a contatto diretto con i ragazzi, dalle elementari alle superiori. Ovviamente, la nostra settimana lavorativa non finisce con il venerdì, visto che nel weekend ci sono le partite di campionato. Infatti anche il sabato mattina abbiamo allenamento, ma è un giorno diverso dal solito: si sta avvicinando la gara e si inizia a respirare la tensione della gara. Ultimamente cerco di far venire Antinea e Fillide a vedere l’allenamento, così approfittiamo del pomeriggio per andare a fare una passeggiata al mare, visto che a Latina in questo periodo sembra già primavera. Antinea è già una grande tifosa e la domenica è sempre presente in tribuna con la sua canotta numero 15, in attesa di battere il 5 ai giocatori.

La mia giornata tipo termina attorno alle 20:00, se non più tardi, quando torno a casa dalla mia famiglia. Lavorare nel mondo sportivo è sicuramente un privilegio, ma ha i suoi pro e contro. L’assenza da casa pesa, specialmente nelle trasferte lunghe in giro per l’Italia. Ad ogni modo, qualunque siano gli impegni, cerco di non far mai mancare il mio aiuto in casa, dedicandomi ad Antinea il più possibile. Chiacchierare con lei, guardare video, ascoltare musica e ballare, creare forme nuove con il Didò, leggere i libri, colorare o semplicemente saltare sul divano (piano però, che Mamma si arrabbia) sono solo alcune delle mille cose che ci piace fare insieme. Lei ancora non conosce il valore della festa del papà, ma presto glielo spiegherò: grazie all’amore che provo per lei, per me è una festa tutti i giorni, da quella notte del 3 marzo che non dimenticherò mai.

Luca Rallo

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Ciao sono Emil Ceron ho 35 anni, sono appena diventato papà e……….. me la faccio sotto! Da quando Betta, la mia dolce caramella dal ripieno frizzante, mi ha annunciato candidamente che sarei passato dall’altra sponda: quella dei genitori, ho sentito la necessità di creare questo spazio condiviso in cui incontrarci fra papà del nuovo millennio, un porto sicuro in cui confrontarci, sfogare frustrazioni da sbalzi ormonali, parlare male della suocera, mettere a confronto le nostre esperienze per imparare insieme il mestiere del papà

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