Provati per voi

Scopriamoci nel buio: un viaggio emozionante consigliato solo a chi ama la vita

 

 

Quando ho ricevuto l’invito per questo evento, non ho esitato un attimo ad accettare, sapevo che sarebbe stata un’esperienza particolare, ma non avrei mai potuto immaginare quanto mi avrebbe toccato nell’anima. Vedere Emil emozionato durante il debrief finale, è stato un momento molto particolare che non dimenticherò facilmente. Anzi, l’idea è già quella di ripetere questo tipo di attività, magari collegato ad altri aspetti per approfondire meglio e vivere ancora emozioni così forti e profonde.

 

Mettersi in gioco ha sempre un grande valore

 

In un piovoso pomeriggio di novembre, insieme a Nicoletta, Annalisa ed Emil, siamo stati ospiti dell’Istituto Sant’Alessio per i ciechi, struttura umile, semplice ma molto funzionale, ricca di persone competenti e guidata dal direttore Antonio Organtini,  che con la sua capacità di coinvolgimento ha aumentato l’efficacia dell’attività formativa proposta da Kibernetes, catapultandoci nell’unicità del vissuto delle persone non vedenti, momento perfetto per trasferirci la consapevolezza del valore delle loro abilità nel districarsi tra le mille trappole della quotidianità.

Scopriamoci Nel Buio, evento creato da Kibernetes Formazione, è un brillante percorso costruito, unico nel suo genere con una serie di obiettivi flessibili e adattabili a diversi modelli organizzativi, modellando un format perfetto per aziende e organizzazioni che necessitano di affinare competenze, rafforzare un gruppo o lavorare sul team building. Valorizzare le differenze, agevolare cooperazione e capacità di adattamento, migliorare l’ascolto attivo, creare integrazione e senso di appartenenza, sono solo alcuni dei benefici che un’attività come quella che sto per raccontarvi, ha stimolato in noi in qualche ora all’interno della Black Box.

 

Esperienza unica nel suo genere, perfetta per un contesto aziendale quanto personale

 

Kibernetes Formazione ha radunato un gruppo di circa 20 persone provenienti da vari settori e aziende, per lo più HR e liberi professionisti, che ha scelto di mettersi in gioco. Pochi sapevano cosa li stava per attendere, e non vorrei raccontarvi troppo per non svelare le potenzialità di questo viaggio; vorrei solo descrivervi la profondità delle sensazioni che, oggi, sono ancora vive in me e che forse lo saranno ogni volta che entrerò nel buio.

 

Dopo una piccola presentazione della psicologa di Kibernetes che ha introdotto la giornata e soprattutto gestito il commovente debrief finale, ho imparato ad aprire, chiudere ed utilizzare il bastone per non vedenti, che a minuti sarebbe stato fondamentale.

 

La Black Box che ci stava aspettando, è una stanza molto particolare, anzi, non saprei bene come descriverla, poiché non ho visto cosa c’è al suo interno, l’ho solo immaginato. Una cosa è certa: avevamo dei tavoli con delle sedie, dove ci siamo accomodati e rilassati, provando sensazioni straordinarie. Inizialmente si entra uno alla volta, accompagnati da veri e propri angeli custodi che, nella prima fase, sono fondamentali. Nella Black Box non c’è nessuna luce, non si possono utilizzare i cellulari (non per il rumore, ma per la luminosità) e addirittura ho dovuto spegnere il mio Apple Watch, fonte luminosa assolutamente vietata.

Un salto nel vuoto, accompagnati per mano da un angelo

 

Dopo una prima fase abbastanza critica quasi per tutti, ci siamo trovati finalmente a nostro agio, seduti attorno ad un tavolo con altri perfetti sconosciuti, o quasi, con i quali al termine dell’esperienza ci sembrava di essere amici da una vita, salutati con abbracci fraterni e spontanei. E’ il potere della condivisione, della cooperazione tra persone nella stessa condizione di emergenza (la mancanza di luce) comune a tutti e quindi vicine non solo fisicamente, ma mentalmente, con le anime a contatto. Non è filosofia, è realtà: l’esperienza nella Black Box, non è facile da raccontare a parole, perché la sua potenza è inaudita, travolgente. Ricorderò sempre Elena, Francesco, Luca, Michela, Nicoletta e Simona, perché della loro vita adesso so molte cose, ma soprattutto con loro ho condiviso un’esperienza, condotti per mano da Fabrizio, cieco dalla nascita, che in quella Black Box era uno di noi ed ancor di più lo sarà fuori, appassionato di tante attività, ma soprattutto innamorato della vita.

 

Kibernetes Formazione ripeterà esperienze così nei prossimi mesi ed io non vedo l’ora di tornare nel buio per rendermi conto di quanto i sensi, cinque o forse più, siano tutti allo stesso modo importanti, specialmente l’udito, non per sentire bensì per ascoltare, con le orecchie, ma soprattutto con il cuore e con l’anima.

Nel dettaglio, sono previsti laboratori formativi con l’obiettivo di allenare skill specifiche attraverso attività e metodologie estremamente partecipative, nelle quali al centro c’è l’interazione tra i partecipanti. Fondamentale la guida dei coach Kibernetes, che stimolano scambio di esperienze e conoscenze, momento fondamentale per individuare comportamenti ed atteggiamenti utili al cambiamento, al lavoro di squadra ed alla costruzione di un rapporto di fiducia. A breve verranno attivati laboratori sulla leadership, sulla Selezione del Personale e sul “Crisis and Stress Management”. Per informazioni: formazione@kibernetes-rm.it www.kibernetesformazione.it 

 

LUCA RALLO

 

 

 

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Ciao sono Emil Ceron ho 35 anni, sono appena diventato papà e……….. me la faccio sotto! Da quando Betta, la mia dolce caramella dal ripieno frizzante, mi ha annunciato candidamente che sarei passato dall’altra sponda: quella dei genitori, ho sentito la necessità di creare questo spazio condiviso in cui incontrarci fra papà del nuovo millennio, un porto sicuro in cui confrontarci, sfogare frustrazioni da sbalzi ormonali, parlare male della suocera, mettere a confronto le nostre esperienze per imparare insieme il mestiere del papà

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